Social media & marketing

Social media & marketing

Ormai in tantissimi utilizzano canali social per promuoversi, tant’è che in questi ultimi anni sono apparse nuove professioni quali il social media manager o l’influencer, ma di fatto quali competenze deve avere chi vende questo tipo di servizio e a quale risultato concreto devono puntare le aziende che se ne servono su Instagram, Facebook o altre piattaforme?

Se l’obiettivo è quello di far visualizzare il proprio brand o prodotto, di istituzionalizzare la propria immagine senza aspettarsi alcun riscontro oggettivo in termini di aumento di fatturato, il gioco è piuttosto semplice anche se di fatto  rimane una azione limitata a se stessa. Quando lo scopo è quello di vendere o anche solo attrarre all’acquisto, il meccanismo diventa più complesso e senza l’ausilio di veri professionisti difficilmente si andrà a colpire nel segno.

Per capire meglio partiamo da un concetto di base che per forza deve entrare nel ragionamento anche nell’utilizzo dei social, ovvero cosa si intende per ‘fare marketing’.

Dai tempi di Philip Kotler e del suo “Marketing Management” pubblicato nel 1967, il significato non è cambiato ma ha subito tali e tante implementazioni e varianti da risultare argomento sul quale ci si potrebbe fermare per un numero quasi indefinito di ore e sul quale molti potrebbero dare interpretazioni proprie.

Tutto questo può portare ad una certa confusione, quindi meglio tornare saldi alla base per capire meglio e limitarsi a dire l’essenziale, ossia, che la funzione principale del marketing è individuare bisogni in modo da poter fornire valore in cambio di un riscontro economico o per dirla ancora più semplice trovare il modo di fare profitto attraverso la cessione di un proprio prodotto o servizio riconosciuto utile e di valore dal mercato.

Ricapitolando, se l’intenzione è quella di fare marketing attraverso i social, quindi crearvi mercato e profitto, il vostro obiettivo non è quello di ricevere likes o di avere tantissimi followers perché non corrispondono alle vostre aspettative reali.

Il vostro social media manager non basta quindi sia bravo nel comunicare sugli accounts aziendali, ma deve obbligatoriamente essere anche un esperto di marketing in tutti i suoi aspetti fondamentali (analitico, strategico, operativo) per portarvi al risultato sperato.

Il vostro influencer non deve avere milioni di followers, ma ne bastano alcune migliaia purché interessati al vostro prodotto e non a chi lo promuove.

Pensiamoci un attimo, che senso ha un social media manager che si occupa solo di scrivere e pubblicare post e foto senza ci sia una precisa linea editoriale e strategica, studiata e pianificata a monte con un attenta analisi che tenga in considerazione target, competitors, mercato e obiettivi?

Che senso ha pagare un influencer se i suoi followers seguono il suo profilo unitamente attratti da argomenti che poco o nulla hanno a che vedere con un reale interesse verso ciò che proponete voi?

Non considerare questi parametri vi farà perdere tempo e denaro e la vostra presenza sui social sarà molto meno efficace e produttiva di quanto invece potrebbe.

Di seguito facciamo un piccolo riepilogo attraverso domande e risposte.

1-Il social media manager ha il compito di rendere visibili i miei accounts?

Un buon social media manager deve essere in grado di fare ben altro. Deve rendere i tuoi accounts interessanti al punto da creare interazione con i tuoi contatti sui vari profili e portarli a diventare profittevoli per la tua azienda in termini di fatturato.

Se non riesce a fare questo è semplicemente uno che pubblica senza un risultato tangibile ad eccezione di qualche likes e tu stai buttando soldi.

2-Quanti followers devo avere perché i miei profili siano efficaci?

Il numero dei followers è relativo, quello che conta è quanto tu sia di valore per loro e quanto tu riesca ad intrattenere con loro un rapporto di fiducia in modo da legarli a te e a quello che proponi. Avere tantissimi followers che di fatto si disinteressano a quello che proponi e non producono alcun miglioramento nelle vendite e nel fatturato non ti serve a nulla, il tuo goal non sta nella quantità (il numero) ma nella qualità (il risultato prodotto) delle persone che ti seguono.

3-Serve fare le sponsorizzate?

Fare una sponsorizzata ha senso solo se pensata come ad un tassello di un puzzle articolato che si compone di mille altri elementi incastrati tra loro.

La sponsorizzata fine a se stessa, anche se targettizzata e geolocalizzata, ha un risultato che difficilmente rispecchierà le aspettative, semplicemente perché non può essere recepita come un qualcosa di strutturato in grado di aggiungere valore al messaggio, ma unitamente come messaggio fine a se stesso.

Per esempio, se mi dici che fai una promo su un tuo prodotto attraverso una sponsorizzata, senza inserire questa tua comunicazione in un progetto di marketing in grado di trasmettere il valore del prodotto stesso, mi stai solo dicendo che pagherò meno una cosa, senza darmi un motivo valido di spendere nella tua azienda se non per uno sconto e rimani uno dei tanti in mezzo al un mercato dei saldi.

4-Più un influencer è famoso, più è efficace?

No, più un influencer è famoso, più ha la possibilità di raggiungere un pubblico vasto, ma questo non corrisponde ad essere più o meno efficace per la tua azienda, nella maggior parte dei caso corrisponde piuttosto solo ad una maggior spesa e spreco di risorse economiche in azioni promozionali che non portano risultato.

Nello scegliere l’influencer efficace per la tua azienda devi porti due semplici domande, da chi è seguito? e perché? Se le risposte coincidono col pubblico e soprattutto con i bisogni e desideri che esprime rispetto a quello che tu proponi, allora sei sulla strada giusta per ottenere un riscontro oggettivo alle tue aspettative. 

5-Ma quanto si deve spendere sui social?

Questa è la classica domanda sbagliata. Meglio riprogrammare il proprio pensiero e chiedersi piuttosto come spendere, attraverso quali azioni programmate di marketing puoi servirti dei social come strumento per aumentare il tuo fatturato.

Al pari di molti altri canali comunicativi i social sono un mezzo che può servire per portare clienti in base a come lo utilizzi e non in base a quanto spendi nell’utilizzo.

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