Ma davvero ti serve un sito web?

Ma davvero ti serve un sito web?

Sono passati oltre 30 anni da quando i primi pionieri si avventuravano nel presentare la propria azienda, i propri prodotti, i propri servizi nell’universo allora quasi inesplorato del web.

Modem 56k

I primi siti erano statici, le connessioni lente e si usavano dei modem a 56k con quel suono che ora sa di nostalgia per chi lo ricorda, caricare una pagina con immagini dinamiche era impresa non semplice, ma tale era la sorpresa per chi aveva la pazienza di aspettare che taluni si assumevano il rischio di lasciare in attesa i visitatori pur di apparire con un risultato impattante ed innovativo per l’epoca.

Il primo motore di ricerca Aliweb veniva pian piano affiancato da altri browser per trovare informazioni in rete e arrivarono Virgilio, Altavista, Lycos, Yahoo, nel 1998 apparve Google, quello che poi sarebbe divenuto il punto di riferimento per i naviganti in internet e si sarebbe mangiato il mercato lasciando agli altri le briciole.

I social, come li conosciamo oggi, non esistevano.

Il primo servizio in tal senso fu Sixdegress, creato da Andrew Weinreich e lanciato nel 1997, con l’obiettivo di combinare incontri e relazioni senza vi fosse il pericolo di false identità e presenza in chat di persone con cattive intenzioni.

Simile il concetto di Friendster di Johnatan Abrams, fondato nel 2002 e lanciato nel marzo dell’anno successivo, anch’esso con lo scopo di creare un ambiente sicuro per fare nuove amicizie.

Sempre nel 2003 arriva MySpace di Tom Anderson e Chris Dewolf, una comunità virtuale che offre agli utenti profili personali e prodotti multimediali ove poter caricare propri file audio, immagini e video, sino ad arrivare ad un certo Mark Zuckenberg che nel febbraio 2004 sbarca sul web con Facebook, la piattaforma che di fatto aprirà le porte ai social come fenomeno di massa.

Nel 2007 avviene un altro importante fatto che contribuirà notevolmente all’utilizzo di queste piattaforme e all’uso ancor più frequente di internet da parte di tutti noi.

Nel gennaio di quell’anno Steve Jobs presenta l’iPhone e con esso un nuovo modo di comunicare attraverso un device in internet, si cambia e scompare il concetto di telefono cellulare per passare allo smartphone.

Tutto ciò va ricordato non solo per fare un breve riassunto delle puntate precedenti, ovvero di come si presentava l’universo mondo di internet quando i precursori decisero di accedervi e comunicare tramite questa tecnologia o per fare della semplice didattica ai ‘millennials’ che non hanno vissuto quel periodo,  venuti al mondo già con uno Smartphone in mano e che staranno leggendo queste righe come immersi in un libro di storia dalle pagine polverose e sbiadite, ma per sottolineare l’errore grossolano che ancora oggi in troppi fanno, ovvero trattare la propria strategia comunicativa e pensare ad un sito web come 25/30 anni or sono, senza averne compreso le dinamiche evolutive.

Non avere presente questo può portare persino ad ascoltare taluni improvvisati pseudo professionisti della comunicazione che arrivano a dire che oggi non serve avere un sito internet per un azienda o un professionista, che non è fondamentale e che basta essere presenti solo sui social, affermazione decisamente ridicola.

Quello che invece bisogna capire è che oggi non si è presenti sul web col proprio sito per dimostrare di essere innovativi o perché così troviamo clienti come poteva essere all’inizio, ma semplicemente perché non ci si può permettere di non esserci.

Spiego meglio. Avete mai visto un negozio in qualsiasi via o all’interno di un centro commerciale senza un insegna e senza una vetrina dove esporre la merce?

Avete mai provato a presentarvi ad un cliente per poi andarvene senza aver lasciato un vostro riferimento, un biglietto da visita coi recapiti, una brochure informativa e pensare di essere richiamati? In che modo potrebbe farlo quella persona? Usando la telepatia? Ok, se credete nella telepatia come mezzo efficace di comunicazione e promozione, allora potete pensare che non vi serve un sito web, se invece credete che un negozio abbia bisogno di una vetrina e di una insegna, piuttosto che qualcuno abbia bisogno di avere un vostro recapito per potervi richiamare allora dovrebbe cominciare a chiarirsi il concetto dell’utilità di questo mezzo di comunicazione ai giorni nostri.

Di fatto il sito web è la vostra vetrina, la vostra insegna, il vostro biglietto da visita in internet ed è ovvio che è indispensabile, chi dice il contrario dice una bestemmia.

Detto questo va fatta con attenzione un analisi su cosa vi aspettate dal vostro sito web, perché quella vetrina ha bisogno di essere trattata come qualsiasi altra vetrina fisica, ha bisogno di essere rinnovata nell’allestimento di tanto in tanto, ha bisogno di essere accattivante per attrarre, ha bisogno di essere ordinata per essere percepita in modo chiaro nella sua offerta e di fare in modo che il passante sia invogliato ad entrare per scoprire cosa avete da offrire e poter comprare.

Ma  questo è un altro capitolo e ne parleremo nello specifico in un altro articolo, per il momento l’importante è che sia ben chiaro il concetto che non avere un sito web, ad oggi, è come avere un negozio senza vetrina o essere un professionista che visita i clienti senza lasciare un suo biglietto da visita.

Al fine di far svanire qualsiasi dubbio si insinui nelle menti dei più scettici, di seguito un breve elenco di domande e risposte tra le più frequenti sull’argomento.

1- A che mi serve un sito?

Un sito serve a farti trovare da chiunque usi internet, ad illustrare in modo efficace, rapido e chiaro i tuoi prodotti o servizi attraverso uno spazio vetrina che attragga i visitatori nei desideri e soddisfi le loro necessità.

2-Un sito serve a farmi pubblicità e trovare clienti?

Solo a determinate condizioni. Un sito è qualcosa che devi avere per essere presente sul mercato, non necessariamente per fare mercato. Per usare il tuo sito come strumento di marketing devi per forza farlo interagire con altri strumenti comunicativi quali social, blog e forum; devi lavorare sul posizionamento nei motori di ricerca attraverso strategie SEO e devi renderlo interessante al pubblico.

3-Mi basta usare solo i social?

No, i social hanno dinamiche comunicative che non vanno a colmare la mancanza di una ‘presenza istituzionale’ sul web. I social ti servono per veicolare gli utenti verso la tua vetrina, ovvero il tuo sito, non sono la tua vetrina.

4-Quali sono i siti che funzionano?

In primis, quelli che riescono a convertire il più possibile i visitatori in clienti. Per fare questo serve siano strutturati con precise strategie comunicative e studiati per il target a cui ci vuole presentare. Il contenuto del sito deve essere non solo graficamente accattivante, ma dimostrare sostanza e personalità e nel contempo semplice da esplorare e chiaro nelle descrizioni.

5-Quanto si deve spendere per avere un sito che funziona?

Possono bastare anche poche centinaia di euro per realizzare un ottimo sito vetrina con tutto quello che serve e funzionale ad una presentazione completa ed efficace.

Solo in caso si vogliono aggiungere altri servizi, quali la possibilità di aree dedicate di download per i visitatori-clienti, aree multimediali o nel caso di strutture alberghiere di moduli per prenotazione camere e collegamenti a gestionali, il costo può arrivare a qualche migliaio di euro. La cosa più importante è impostarlo sin dall’inizio considerando le regole di base del marketing riferite al mercato che vogliamo attrarre e lavorare con la giusta strategia in comunicazione all’interno delle pagine.

Esistono siti da 1000 euro che fruttano più di altri che sono costati cifre ben maggiori, perché sono stati pensati e costruiti correttamente.

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